"Le mani come foglie s ´incantano nell ´aria"



Euritmia e Recitazione: Raphael Choplin
Euritmia e strumenti sonori: Diana-Maria Sagvosdkina
Euritmia e Recitazione: Nelly Tancré
Pianoforte: N.N.

Poesie di Giuseppe Ungaretti
Suoni di campane tibetane, campanelli, Koshi chimes, lira, pianoforte








Diana-Maria Sagvosdkina

Euritmia, Cifrari del movimento, parola, strumenti sonori
Nata a Stuttgart, Germania. Formazione in euritmia presso l'Eurythmeum di Stuttgart; membro della compagnia dal 1986 al 1988.
Formazione in euritmia terapeutica a Pforzheim con Felix Wilde; docente nella medesima formazione fino alla scomparsa di quest'ultimo nel 2010.
Attività di insegnamento dell'euritmia a Mosca (Russia) e in Germania. Spettacoli d'euritmia in Germania, Russia, Svizzera, Austria, Italia, Francia e Paesi Bassi.
Danza terapeuta e terapeuta del suono.
Recitazione e teatro di figura.
Attività didattica indipendente per bambini e adulti ; Attivitá didattiche con persone con disabilità. Spettacoli inclusivi.
Progetti artistici interdisciplinari indipendenti, sviluppati nell'arco di 40 anni in collaborazione con altri artisti e incentrati sull'arte del XX e XXI secolo.



Nelly Tancré
nata a Braunschweig nel 1976, cresciuta in Umbria (Italia) e dopo aver conseguito la maturità scientifica presso il Liceo Scientifico Leonardo da Vinci di Umbertide, frequenta un anno di studi antroposofici presso il Novalis Hochschulverein di Kamp-Lintfort dove scopre e si appassiona all'euritmia. Nel 2000 completa la formazione in euritmia a Friburgo e coglie prime esperienze sceniche con la Eurythmie-Bühne-Freiburg esibendosi fino al 2002. Segue un periodo di intenso approfondimento dell'euritmia, della danza, della musica e delle opere di Rudolf Steiner e di organizzazione e realizzazione di piccoli progetti euritmici. Tra il 2009 e il 2010 frequenta la formazione in euritmia terapeutica a Pforzheim e lavora dal 2015 come euritmista terapeutica presso la Scuola Waldorf di Potsdam.




Raphael Choplin
Nato in Francia
Formazione in euritmia presso l'Eurythmeum di Stuttgart, Germania, 1982–1986
Insegnante di euritmia presso la Scuola Waldorf di Milano dal 1986


Giuseppe Ungaretti



Ungaretti è l'archipoeta, il padre fondatore della poesia italiana moderna. È stato definito un ermetico; tuttavia, questa etichetta, coniata per spiegare la sua opera, ha finito piuttosto per oscurarla. A noi oggi essa appare con radiosa chiarezza: come un enigma che non richiede soluzione. Ungaretti è libero da ogni vincolo; è questa libertà a trasformare la sua poesia in un 'mistero evidente': lapidaria, inequivocabile, bella come un ciottolo." Così scriveva Ingeborg Bachmann, che – al pari di Paul Celan – tradusse le sue poesie in tedesco.

* 10 febbraio 1888, Alessandria d'Egitto; † 2 giugno 1970, Milano
Giuseppe Ungaretti nacque ad Alessandria d'Egitto, dove il padre lavorava alla costruzione del Canale di Suez. A partire dal 1912, Ungaretti studiò alla Sorbona di Parigi, pur trascorrendo periodi di studio anche in Italia. In questo arco di tempo entrò in contatto con diversi artisti (Apollinaire, Max Jacob, Derain, Picasso, Braque, Péguy, Bergson). Nel 1914 tornò in Italia per combattere per il proprio Paese nella Prima Guerra Mondiale. I suoi primi testi – *Il porto sepolto* (poi *Allegria di naufragi*, *Sentimento del tempo*) – videro la luce nel 1916; in essi emerge l'influenza dei futuristi francesi. Dopo la Prima Guerra Mondiale, Ungaretti lavorò principalmente come giornalista. Dal 1937 insegnò letteratura italiana a San Paolo e, successivamente, a Roma dal 1942 al 1959. In seguito alla morte del figlio di nove anni, avvenuta nel 1942, scrisse *Giorno per giorno*. Negli anni Trenta ricoprì l'incarico di addetto stampa presso il Ministero degli Affari Esteri italiano. Con il suo lirismo cupo ed evocativo, Ungaretti fu una figura di spicco del movimento letterario noto come *Ermetismo*. Le sue poesie sono state tradotte in tedesco da autori quali Ingeborg Bachmann, Hilde Domin e Paul Celan. "M'illumino / d'immenso" è la poesia più breve... ...e più celebre con cui Giuseppe Ungaretti — il 26 gennaio 1917, a Santa Maria La Longa — raggiunse l'apice del minimalismo; inizialmente intitolata "Cielo e mare", assunse poi il titolo "Mattina". La resa di queste quattro parole offerta da Ingeborg Bachmann è: "I illuminate myself / through the immeasurable".






programma:
- Senza piu peso
- Girovago
- il porto sepolto
- commiatoll
- si porta
- Vanita
- per i morti
- quando um giorno
- e senza fiato
- un altra notte
- da quella stella
- rilucere
- a riposo
- dormire
- la notte bella
- per sempre
- sereno
- secreto del poeta
- tramonto
- cas mia
- somiglia a luce
- Cantetto senza parole
- Prehiera
- Finale
- Universo
- Tappeto
- Rose in fiamme
- Rosso e azzuro
- Eterno
- Rose
- Mattina

Soggetto a modifiche


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